Lo studio condotto dal team dell’ASUFC “Santa Maria della Misericordia” di Udine, vuole valutare la sicurezza e la fattibilità di trattamenti di radioterapia pre-operatoria S-PBI con tecnologia GammaPod nei pazienti con carcinoma mammario in stadio iniziale. L’obiettivo è analizzare la risposta tumorale ad una singola dose elevata di radiazioni attraverso l’esame anotomopatologico e l’analisi immunoistochimica del tessuto asportato chirurgicamente.
Lo studio di Fase II ha coinvolto 49 pazienti in post-menopausa, di età superiore ai 50 anni, con tumori unifocali di tipo luminale, tutte idonee alla chirurgia conservativa.
Il protocollo di trattamento prevedeva una dose di 30-36 Gy in un’unica frazione, erogata con sistema GammaPod, seguita da intervento chirurgico a 8-28 settimane.
La risposta anatomopatologica è stata classificata come segue:
Risposta completa (pCR): Nessuna cellula tumorale residua.
Risposta quasi completa (nCR): Meno del 10% di cellule tumorali residue.
Risposta parziale (pPR): Residuo tumorale tra il 10-90%.
Malattia stabile: Oltre il 90% di cellule tumorali residue.
“Risposta Maggiore” (Major Response) = pCR + nCR
I risultati ottenuti sono assolutamente entusiasmanti. Come dichiarato dal Dr. Marco Trovò, Primario della SOC di Radioterapia dell’ASUFC “Santa Maria della Misericordia” di Udine.
Risultati
Risposta Maggiore nel 37% delle pazienti, di cui il 18% ha ottenuto una risposta completa.
La riduzione del marcatore di proliferazione Ki-67 è stata significativa:
Pre-trattamento: 9,5%
Post-trattamento: 2%
I pazienti trattati con 36 Gy hanno avuto una maggiore risposta patologica (59%) rispetto a quelli trattati con 30-33 Gy (25%).
Nessun aumento significativo delle complicanze chirurgiche.
Lo studio prosegue nel suo reclutamento e a breve sarà possibile analizzare una coorte di pazienti trattate con alte dosi di radioterapia (36 Gy in singola frazione) e operate dopo 6 mesi dalla radioterapia. Ciò ci permetterà di valutare una possibile correlazione tra tempo alla chirurgia e risposta patologica.“
I passi successivi della ricerca sono due:
1. Incrementare ulteriormente la dose erogata, per ottenere maggiori tassi di risposta patologica maggiore;
2. In caso di risultati positivi, lasciare la chirurgia solo a progressione di malattia.”
La strada è lunga, ma “The secret of getting ahead is getting started. Attributed to Mark Twain” (Marco Trovò, Primario della SOC di Radioterapia dell’ASUFC “Santa Maria della Misericordia” di Udine.)